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Il Monte Berico sovrasta, a sud, la città di Vicenza con un’ altezza
di quasi 100 mt.
Da esso prende avvio un omonimo sistema collinare di remota origine vulcanica,
che si sviluppa per oltre 30 Km.
Il nome deriva probabilmente dalla voce longobarda berg, che significa
“monte”, gradualmente storpiata in “berice”.
Secondo un’ antica tradizione, nel mattino del 7 Marzo 1426, un’ anziana
donna, Vincenza Pasini, mentre si recava dal marito avrebbe avuto una
visione. Una figura sfolgorante le disse:
“Io sono Maria Vergine, la Madre di Cristo morto in croce per la salvezza
degli uomini. Ti prego di andare a dire a mio nome al popolo vicentino
di costruire in questo luogo una chiesa in mio onore”.
Il Comune di Vicenza, tra il
1430 e il ’31, promosse un’ indagine ufficiale sulle apparizioni di Maria;
vi si narra la tragica situazione che gravava sul capoluogo berico, provato
sin dal 1404 da una lunga pestilenza, e di come le apparizioni ebbero
effetti miracolosi . Gli atti dell’ inchiesta sottolineano che fu Lei
stessa a disegnare, con una piccola croce d’ ulivo, la forma che l’ edificio
avrebbe dovuto assumere. Per questo la posa della prima pietra ebbe una
certa importanza, e fu subito seguita da segni prodigiosi, quali la scoperta
di una fonte d’ acqua, la progressiva diminuzione della terribile pestilenza,
che si sarebbe conclusa in coincidenza con la fine dei lavori, e molte
inspiegabili guarigioni.
Tutto questo avvenne alla seconda
apparizione (1 Agosto 1428), in quanto alla prima nessuno volle credere
a Vincenza Pasini, che fu presa per pazza.
Morta poco dopo le sue visioni, fatta oggetto di popolare e diffusa venerazione,
Vincenza fu dapprima sepolta nella chiesa di Ognissanti; in seguito le
sue ossa furono trasferite nel Santuario nel 1810, dove trovarono stabile
collocazione (1926) nella cripta a livello del chiostro del convento.
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Nel
museo di Monte Berico si
conserva il ritratto
della veggente, la venerabile
Vincenza Pasini.
Tale opera
dovrebbe essere attribuita
a un pittore senese,
Giovanni
Girolamo Tonisi;
egli non ci è noto
per altri
dipinti, ma
sarebbe stato
miracolosamente
liberato
dalla pestilenza
per intercessione
della Madre di Dio.
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Alla fine del XIX sec.
il pittore friulano
Rocco Pittaco
raffigura sulle arcate
della chiesa
tardo-gotica
alcuni momenti dell' iniziale
storia del santuario:
qui un particolare
della scena
con la posa
della prima pietra.
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